Lorenzo Vigas

Lorenzo Vigas: il venezuelano Leone d’Oro nel 2015 alla Mostra del Cinema di Venezia

Lorenzo Vigas ha stupito e catturato registi di fama mondiale come Alfonso Cuarón e Pawel Pawlikowski.

Lorenzo Vigas ha stupito e catturato registi di fama mondiale come Alfonso Cuarón e Pawel Pawlikowski.

Lorenzo Vigas
Lorenzo Vigas

Debuttando col suo primo lungometraggio Desde Allá (From Afar-Ti guardo) alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2015 e vincendo il miglior premio, il Leone d’Oro, Lorenzo Vigas, è il primo venezuelano ad aver vinto un premio di tale portata e col suo primo film. Motivo di orgoglio per i suoi connazionali e per l’America Latina in generale. Un film con un attore d’eccezione, Alfredo Castro, che interpreta un uomo con una difficile rapporto paterno e con problematiche gravi nell’instaurare relazioni emotive con le altre persone. Parliamo con lui e cerchiamo di conoscerlo e capire come l’esperienza veneziana del 2015 non sia stata l’unica e come abbia rappresentato una svolta nella sua carriera.

Com’è iniziata la tua passione per il cinema?

Fin dai tempi delle superiori, dall’età di 15 anni, mi divertivo con i miei compagni di classe o di scuola a girare dei corti o video. Ho iniziato da autodidatta, non credo che la scuola ti possa insegnare di più di quanto non faccia “la strada” e il lavorare direttamente a contatto con grandi registi o esperti del settore. Ho studiato biologia, mia altra grande passione da sempre, ma poi ho realizzato, col tempo, che il cinema aveva più imporgtanza e così decisi di dedicarmi anima e corpo a questo settore. A New York ho solo seguito dei wokshop per imparare delle tecniche pratiche, ma nulla di più.

Cosa rappresenta per te Venezia? Sei venuto la prima volta a Venezia col tuo primo lungometraggio portando a casa il Leone d’Oro e ora sei ritornato da giurato per la stessa sezione, quest’anno Venezia 73, la stessa che ti ha conferito il premio nel 2015. Parlaci delle tue esperienze veneziane e cosa rappresentano per te e il tuo percorso lavorativo.

Lorenzo Vigas
Lorenzo Vigas

Venezia ha cambiato la mia vita, positivamente ovviamente. L’esperienza da giurato in occasione della Mostra del Cinema di Venezia appena trascorsa, è stata incredibile e per me un onore, di grande responsabilità. E prima del Festival appena finito, l’intero anno, dalla vittoria del leone d’oro all’edizione del 2015 ad ora, è stato unico e pieno di bellissime novità, che hanno arricchito la mia carriera. Sono cresciuto molto sia dal punto di vista lavorativo, come regista, sia dal sul lato umano. L’esperienza da giurato l’avevo già vissuta tempo prima durante un Festival del Cinema in Slovacchia, ma nulla di comparabile nemmeno lontanamente alla mia esperienza veneziana. Col gruppo degli altri giurati della sezione in concorso si è creato subito coesione e un ottimo rapporto. Personalmente ho imparato molto e credo che sia proprio per il fatto di scambiare idee e pareri, in questo caso sui film in competizione e cinema in generale, che ci sia arricchimento continuo.

Perché credi di aver vinto il Leone d’Oro nel 2015?

Innanzitutto sono onorato di aver vinto con una giuria di tale calibro, ricordo che erano presenti registi come Alfonso Cuarón, Pawel Pawlikowski, Hou Hsiao-hsien, Emmanuel Carrère, Nuri Bilge Ceylan, Lynne Ramsay, Francesco Munzi e attrici talentuose come Diane Kruger ed Elizabeth Banks, ora anche regista, quindi è stato ancora più emozionante e gratificante per me. Credo sia stato apprezzato il messaggio che ho voluto trasmettere nel film e per la particolare mise en scène del film. Penso siano stati apprezzati molti aspetti del film, dalla regia, alla sceneggiatura, al cast, alla fotografia e altro. Ne sono davvero felice e orgoglioso.

Puoi dirci cos’è successo nell’arco di quest’anno? Che cos’ha generato la vittoria del premio più importante del Festival?

Il mio film è stato distribuito in tutto il mondo, tra cui Asia ed Europa. Ho viaggiato moltissimo per presentare il film. Solo ora mi sto riposando un po’ da casa, decidendo di lavorare e impiegare le mie forze per il prossimo progetto. In Venezuela ho avuto molte proiezioni con congressi e discussioni a livello psicanalitico, in cui si è discusso molto il film e le sue tematiche. Sono venuto anche a Roma e Milano per discutere con esperti della complessità psicologica e psicanalitica coinvolta. Sono contento che il mio paese, il Venezuela, sia stato teatro di dibattiti in merito, considerando dunque il film di importanza cruciale e da non sottovalutare.

Guillermo Arriaga: scrittore, regista e produttore di fama mondiale, tuo stretto collaboratore al tuo film Desde Allá (From Afar). Come vi siete conosciuti? Che tipo di rapporto c’è tra voi?

Guillermo Arriaga
Guillermo Arriaga

Ci siamo conosciuti quando venne in Venezuela, diversi anni fa, quando lavoravo stavo lavorando ad un documentario per la tv. Siamo diventati subito amici. Mi ha invitato in Messico a lavorare con lui. Ha prodotto il mio corto Los Elefantes nunca olvidan (Gli elefanti che non dimenticano). Sono stato il suo assistente per il film Amores Perros. Guillermo ha fin da subito amato l’idea del film Desde Allá aiutandomi moltissimo nella stesura della storia e nella sua produzione. Condividiamo molto a lavoro, pensandola allo stesso modo su tante cose. Non sarà il produttore del mio prossimo film, ruolo ricoperto invece da Michel Franco, amico e collega regista e produttore sempre messicano, ma stiamo pensando ad altre collaborazioni future.

Parlaci del tuo prossimo progetto.

Sto lavorando a “The box” e sarà l’ultimo di una trilogia, iniziata col corto Los Elefantes nunca olvidan continuata da Desde Allá. È prodotto da Lucia Film in Messico, quindi avendi i finanziamenti, siamo pronti a girarlo il prossimo anno ad agosto. Sto lavorando alla sceneggiatura ora, non è ancora pronta. La tematica cruciale, espressa bene nel mio primo lungometraggio, è l’assenza della figura del padre: viviamo in un paese dove la madre cresce i bambini e noi siamo costantemente alla ricerca di nostro padre, spesso assente appunto.

Cosa diresti a giovani registi che hanno un po’ paura di compiere il primo passo come invece hai fatto tu?

Lorenzo Vigas e il cast
Lorenzo Vigas e il cast

Dovete credere in qualcosa. Io sentivo di dover fare questo film, anche se ho impiegato anni a realizzarlo, ma ci sono riuscito. Non dico che è facile, ma non si deve mai smettere di sognare. E perché non cercare di raggiungere il gradino più alto? Bisogna essere rigorosi, critici e non innamorarti dell’idea, ma accettare i consigli, i suggerimenti e le crtitiche, che sono sempre costruttive.

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