MidBurn, dove tutto è concesso

A breve, ossia dal 28 maggio al 2 giugno del 2017, si terrà un evento, che l’anno scorso si è svolto dall’8 al 12 giugno del 2016. Si tratta di un avvenimento molto particolare che si tiene nel deserto del Negev, nel sud d’Israele, conosciuto come MidBurn, dove la libera espressione regna sovrana. Dan Lior, fotografo e video artist, ha realizzato un video durante l’evento, che sta avendo molto successo, proprio perché, oltre ad essere ben fatto, esprime esattamente lo spirito del MidBurn. Circa 8200 persone erano presenti all’evento di quest’anno. Il Midburn è più o meno come il BurningMan del Nevada: diviso in oltre 100 campi tematici, tutti i partecipanti possono scegliere in quale di essi preferiscono stare. Si può anche optare per un’area non organizzata, in tende o caravan“. Ma cerchiamo di capire di cosa si tratta nello specifico facendo alcune domande a Dan. (Foto di Ofir Abe)

Cosa succede durante l’evento e che significato ha il MidBurn?

È un evento che si svolge annualmente in Israele, organizzato dalla comunità BurningMan locale. Si tratta di città temporanee, create ad hoc per la comunità, l’arte, la libera espressione di se stessi e per accogliere tutti coloro che vogliono farne parte. Tutto ruota intorno a 10 principi (scritti da Larry Harvey, il fondatore del BurningMan, nel 2004) che riflettono la cultura ed i valori della comunità e sono:

Inclusione radicale: ognuno dovrebbe far parte del BurningMan. Accogliamo e rispettiamo chi non fa parte della comunità. Non ci sono prerequisiti esistenti per potervi partecipare.
2 Impegno comunitario: si collabora all’interno della comunità.
Regalare: si fanno regali. Il valore è incondizionato. Non prevede resituzione o scambio con altro dello stesso valore.
La responsabilità civica
Demercificazione: il consumismo non sostituisce l’esperienza partecipativa per il nostro credo.
Non lasciare tracce: la nostra comunità rispetta l’ambiente.
Autosufficienza radicale: BurningMan incoraggia l’individuo a scoprire ed esercitare per proprie risorse personali interiori, le nostre abilità anche.
Partecipazione: tutti sono invitati a lavorare, a giocare. Creiamo un mondo reale attraverso azioni, che aprono il cuore.
Libera espressione personale
10 Immediatezza: probabilmente il valore più importante della nostra cultura. Cerchiamo di abbattere le barriere che ci separano, partecipando nella società della comunità.

Non è facile spiegare cosa succede. Viene il più delle volte chiamato Festival, ma in realtà non lo è: è una comunità che si riunisce per 5 giorni una volta l’anno per creare città dove tutto è concesso. Non ci sono visitatori o spettatori, ma solo partecipanti, che creano l’evento stesso. I campi a tema sono allestiti con locali, giochi, attività, aree di lettura e di relax. Gli artisti costruiscono delle installazioni giganti e interattive, che sono animate da luci psichedeliche e suoni, che di notte ravvivano il deserto, trasformandolo in uno sfondo di luci, colori, fuoco e musica. I partecipanti indossano vestiti colorati, fatti appositamente per l’evento mesi prima. Sul finire dell’evento la comunità inizia a bruciare tutte le installazioni fatte di legno. In particolare, la figura di un uomo e una donna. (per gli altri eventi BurningMan in giro per il mondo solo un uomo). È molto importante che alla fine del MidBurn (e degli altri eventi BurnigMan) non venga lasciata nessuna traccia della città creata, come previsto da uno dei 10 principi della comunità, per lasciare la zona esattamente come era prima dell’evento. In questi cinque giorni le persone fanno esattamente ciò che li fa più felici, a patto che non impediscano la felicità altrui. Vivendo secondo le regole del BurningMan, le persone fanno dei regali agli sconosciuti, ballano, creano, fanno nuove esperienze. L’aspetto più importante è che i partecipanti abbiano spazi dove poter esprimere liberamente se stessi, indossare ciò che si vuole ed esprimersi come sarebbe difficile nel mondo reale, dove viviamo ogni giorno.

È un evento che sta avendo una partecipazione sempre più numerosa in tutto il mondo. Ci parli delle altre location, oltre a quella israeliana?

La comunità del BurningMan è diffusa in tutto il mondo. Iniziò tutto nel 1986, grazie ad un gruppo di amici (organizzato da Larry Harvey) a San Francisco. È cresciuto di giorno in giorno. Oggi sono 70.000 le persone che vanno nel deserto del Black Rock nello stato del Nevada a creare la città del Black Rock, la location ufficiale del BurningMan. La comunità che si sta formando nel corso degli anni sta avendo sempre più “adesioni”, creando delle vere e proprie comunità a livello regionale, che portano avanti la filosofia abbracciata dall’evento e che hanno perciò un ruolo chiave a supportare il movimento culturale a livello globale e a mettere in contatto i vari simpatizzanti, che partecipano a eventi ed attività durante tutto l’anno. AfrikaBurn è il secondo evento più grande, dopo quello del Nevada. Il primo si è svolto dal 25 aprile al primo maggio scorso registrando circa 11.700 adesioni. Il Midburn il terzo, con oltre 8.000 partecipanti al suo solo terzo anno dalla nascita. La comunità israeliana è molto numerosa ed in continua crescita: il primo anno, nel 2014, erano in 3.000. Eventi minori sono sparsi in tutti gli Stati Uniti e in stati come il Canada, l’Austria, il Belgio, La Repubblica Ceca, la Danimarca, la Germania, l’Estonia, la Finlandia, la Francia, la Grecia, l’Irlanda, l’Italia, la Lituania, Lettonia, I Paesi Bassi, la Polonia, la Russia, la Spagna, la Svezia la Svizzera, il Regno Unito, gli Emirati Arabi, la Cina, il Giappone, le Filippine, la Corea, Singapore,Taiwan, l’ Australia e la Nuova Zelanda.

Come mai hai deciso di fare un video dell’evento?

Ho sentito parlare del MidBurn la prima volta 8 mesi fa, pensando che sarebbe stato bello fare un video, che cercasse di catturare l’esperienza e l’essenza dell’evento. Per il mio lavoro è molto importante sviluppare la mia creatività e abilità e, per fare ciò, cerco sempre di fare progetti personali una volta al mese per poter lavorare sempre a qualcosa di originale e nuovo.

È stato difficile girare il video? Sei stato incoraggiato dalle persone? O ti hanno ostacolato? 

Era durante il mio secondo giorno che ho capito che avrei dovuto lasciare la telecamera a casa. Dovunque mi girassi c’era qualcosa di interessante ed eccitante, persone comprese e la magia dell’evento era davvero accattivante. Anche se ho odiato il fatto di vivere il tutto solo attraverso una lente, non volevo e non potevo tornare a casa senza nulla in mano. Tutta la mia attrezzatura era lì e ho filmato per un giorno intero, poi ho capito che avrei dovuto continuare per creare il mio video. Le persone facevano quello che si sentivano di voler fare: erano perciò molto aperte e non avevano paura di essere se stesse davanti ad un obbiettivo, ma non era facile tutto il tempo, quindi non erano molto inclini ad essere documentate in particolari momenti. Non è stato facile girare il video. Ma chiedevo sempre se gli interessati erano d’accordo, prima di procedere. Molte persone erano d’accordo, e molte no.

Che macchina fotografica hai usato?E qualche altro dettaglio tecnico?

Una Canon 6D e la mia Glidecam 2000. Per le lenti una Sigma Art 35mm e una Tamron 24-70. La canzone usata nel video è chiamata We Choose to go to the Moon, del gruppo tedesco There’s a Light. Sono stato molto fortunato a trovare la canzone. Erano le 2 di mattina ed ero a pochi chilometri dai cancelli di ingresso dell’evento, visitavo youtube cercando una canzone che mi piaceva e accidentalmente ho premuto facendola partire. Ho capito subito che avrei usato questa per il mio video.

Hai fatto tutto da solo o ti ha aiutato qualcuno?

Mia moglie mi ha accompagnato per quasi l’intero processo. Mi ha aiutato portando il materiale e trovando le zone e le persone interessanti da filmare. Mi ha anche incoraggiato molto e non ho mai avuto dubbi sul come filmare e cosa. Ha giocato un ruolo fondamentale nella realizzazione del video e non la ringrazierò mai abbastanza.

Siamo molto interessati a conoscere il significato più intrinseco dell’evento e cosa rappresenta per te e per le persone che hai incontrato durante questa esperienza molto particolare. Coca vorresti condividere con noi?

Inizialmente non ero molto eccitato per il MidBurn. La vedevo solo come un’opportunità per girare solo qualcosa di interessante. Ma, una volta arrivato in loco, è cambiato tutto dentro di me. Sono stato subito catturato dalla magia della città. Alla fine sono stato assorbito completamente dall’esperienza, tanto che aspetto con ansia il successivo. È bello perché in questi pochi giorni nel deserto tutti si vogliono bene e sono carini col prossimo, non girano soldi alcuni, non si giudica il prossimo e nessuno tratta male il prossimo. Non ci sono pregiudizi. MidBurn mi ha fatto pensare molto e alla società in cui viviamo, in cui abbiamo perso molti di questi valori. Mi ha dato un assaggio di tutto ciò che ci stiamo perdendo. Quando si arriva al gate c’è sempre qualcuno ad accoglierti dicendo “benvenuto a casa”. In un modo molto strano questa città ti fa sentire a casa, anche se, talvolta, con un clima estremo e la polvere.

Suggeriresti alle persone di fare un’esperienza come questa?

Sì, certamente. La raccomanderei a tutti come esperienza, o al BurningMan o al MidBurn, come torna più comodo, anche in distanze logistiche. I principi degli eventi sono gli stessi. Però credo sia meglio evitare di portare bambini di età compresa tra gli 11 e i 17 anni, perché l’età dell’adolescenza è già complicata di suo e questo tipo di evento potrebbe essere un pò “troppo” sconvolgente.

Cosa pensi della società moderna in cui viviamo?

Credo che la società moderna sia completamente sbagliata. Siamo legati troppo ai media, le cui parole sono dettate dalle persone che li controllano. Siamo storditi e manipolati ad agire gli uni contro gli altri. Stiamo devastando il pianeta e gli oceani nel nome del progresso. Sembra senza speranza a volte. Ma c’è un barlume di speranza. Ci sono sempre più persone, che si preoccupano degli animali, dell’ambiente, del riscaldamento globale e lavorano per fare la differenza, cercando di cambiare, seppure in piccolo, le cose. La forza dipende dalle persone e solo quando mettiamo in atto allora salveremo noi stessi e il nostro pianeta.

Pubblicato per L’Indro

1 comment on “MidBurn, dove tutto è concessoAdd yours →

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