Come \”funziona\” il Festival internazionale del cinema di Venezia?

Tra fine agosto e inizio settembre un evento di fama internazionale diventa attrazione di moltissimi turisti, addetti ai lavori e appassionati di cinema, si perché è proprio il cinema a fare da protagonista in questo spettacolare evento mondiale. Per dieci giorni, ormai da 71 anni si sviluppa una rete di amicizie ed incontri che danno vita a contatti duraturi, capolavori, a progetti che nessuno mai si aspetterebbe. Di solito il visitatore apprezza il risultato, le proiezioni dei film selezionati ad ogni Festival, ma non pone attenzione a quanto lavoro c’è stato a monte per preparare una macchina che si può definire quasi “perfetta”, dove solo imprevisti tecnici o pochi ritardi lievi possono sopraggiungere.

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La mostra di Venezia funziona perché c’è personale che ormai ci lavora da anni ed è ben consolidato, i rapporti di lavoro sono spesso anche di amicizia aiutando e semplificando così la collaborazione ed i vari compiti.

Quasi tutti gli organizzatori, ossia tutti coloro che lavorano dietro le quinte di questo incredibile evento, dedicano alcuni mesi, in alcuni casi solo uno, chiedendo aspettative oppure lasciando i precedenti lavori facilitati dal genere “freelance” e tempo determinato che caratterizza il settore. Questo accade per potersi dedicare interamente all’evento Festival di Venezia ogni anno e per la durata di almeno un mese.

La sede è il Lido di Venezia, a soli 20 minuti di traghetto da San Marco, un’oasi dove molti veneziani hanno deciso di mettere le tende per tutto l’anno. Ed è proprio al Lido che tutti i film della mostra vengono proiettati: alcuni in sale minori, non a pagamento ma accedendovi solo grazie a coupons oppure ad accrediti, altri in sale maggiori a pagamento, come La sala Grande al Palazzo del Cinema, dove vengono proiettate le maggiori prime mondiali e dove è possibile vedere nei posti migliori in Galleria i produttori, gli attori ed i registi dei diversi film, ovviamente quando presenti alla Mostra.

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La nuovissima Sala Darsena, ristrutturata e addirittura più grande della Sala Grande, avendo 1400 posti a sedere, quest’anno ha avuto l’onore di ospitare celebrità sedute nei posti migliori ad assistere alle prime mondiali.

La parte più attesa della giornata è la sera dove le delegazioni dei film, per festeggiare la prima mondiale del proprio film, organizzano feste, la maggior parte delle volte al Lido, ma in alcuni casi anche a Venezia. Per accedervi serve un invito oppure avere le giuste conoscenze (quasi sempre). A queste feste c’è il cosiddetto networking, dove registi, attori, produttori, addetti stampa, giornalisti ed organizzatori si scambiano idee, opinioni, parlano di cinema, dei film visionati al Festival e vengono poste le basi di possibili progetti futuri e collaborazioni, il tutto ovviamente tra un drink e l’altro, tra passi di danza e assaggi di pietanze locali ed internazionali. Per la 71° Mostra sono state organizzate feste tutte le sere ed i posti prediletti sono stati la Pagoda, l’Excelsior ed il Teatro Marinoni (molto apprezzato dal pubblico più giovane) al Lido; il Guggenheim e la Palazzina Grassi a Venezia, di più difficile accesso ed altre location molto più esclusive. Un servizio di taxi boat e traghetti notturni ha facilitato tutti, sia da Venezia che dal Lido, anche in tarda notte agevolando moltissimo lo svolgimento delle feste. Da addetta ai lavori ed appassionata di cinema posso dire che la 71° Mostra è stata molto interessante. Ha dato la possibilità anche a delegazioni provenienti da paesi lontani, che non hanno mai lasciato il proprio paese, di farsi conoscere dando così vita ad una rete di contatti e relazioni nuove. Film come Teeb e Court hanno portato a casa premi importanti portando sotto i riflettori Giordania ed India.

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A mio parere inoltre una sezione che rappresenta il futuro del cinema è rappresentata dai cortometraggi proiettati nelle ultime due giornate del festival che sono in competizione per aggiudicarsi il miglior corto Orizzonti della Mostra. La scorsa edizione il giovanissimo regista indiano di talento Shubashish Bhutiani ha vinto col capolavoro Kush che, in seguito al successo avuto a Venezia, è riuscito anche con altri importantissimi premi in tutto il mondo sempre per lo stesso corto. Questo per dire che il Festival Internazionale del Cinema di Venezia ha una fama mondiale, è una vetrina per tutte le delegazioni e molto di più, ovviamente, per i vincitori di premi importanti.

Auguro lo stesso successo al vincitore di quest’ anno della stessa sezione Cortometraggi Orizzonti, Sidi Saleh, un giovane regista indonesiano molto bravo e capace di emozionare il pubblico anche in soli pochi minuti di film.

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E stato bellissimo vedere come tutti i protagonisti di questi corti in competizione siano giovani, pieni di nuove idee, con progetti in corso di realizzazione e con in comune la passione del cinema, la voglia di farsi conoscere e di viaggiare. Nessuno si sente già “arrivato”, anzi sono tutti molto rispettosi degli altri ragazzi in competizione e pronti a fare gavetta per apprendere da chi ha più esperienza di loro. E stato un piacere ed un onore passare del tempo con loro soprattutto perché ognuno proveniva da stati differenti: dal Brasile, dalla Spagna, dalla Francia, dall’Indonesia, dall’Iran, dall’Italia e non solo, creando quindi serate interessanti dal punto di vista culturale per le diverse tradizioni e costumi e per il modo di vedere e vivere il cinema particolarissimo per ogni provenienza.

Ma come ogni evento anche la Mostra finisce e la stanchezza lascia spazio ad un po’ di tristezza perché come ogni anno si è tutti più ricchi, più istruiti, più felici per aver potuto condividere tanto con moltissime persone anche se in soli pochi giorni. Per fortuna i social networks, i telefoni, skype e le mail personali aiuteranno a tenere i rapporti ed a stringerne altri in attesa della 72° Mostra!

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